Roma, 14 nov. (askanews) – Con oltre 30 imprese e associazioni italiane, l’Italia è tra i protagonisti della quinta edizione di ReBuild Ukraine, la fiera internazionale dedicata alla ricostruzione e allo sviluppo sostenibile dell’Ucraina, in corso a Varsavia, che si è aperta ieri presso la struttura fieristica Expo XXI di Varsavia. La fiera, organizzata dalla società Premier Expo con il supporto delle autorità ucraine e polacche, è dedicata alle prospettive di ricostruzione dell’Ucraina di medio e lungo periodo.
L’Agenzia ICE, in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, partecipa – si legge in un comunicato – con un ampio padiglione nazionale. La partecipazione italiana alla quinta edizione di ReBuild Ukraine rappresenta la continuità di un percorso avviato negli ultimi mesi per sostenere in modo concreto la ricostruzione ucraina, valorizzando il ruolo del settore privato accanto a quello delle istituzioni. L’Italia arriva a Varsavia con una presenza più numerosa rispetto alle edizioni precedenti, segno di un interesse crescente delle imprese verso le opportunità legate al recupero infrastrutturale, energetico e urbano del Paese.
L’appuntamento di Varsavia si inserisce idealmente nel solco della Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina tenutasi a Roma, che ha riunito migliaia di operatori, amministrazioni e partner internazionali e ha prodotto un ampio ventaglio di intese e strumenti finanziari dedicati. ReBuild Ukraine consente ora di riportare tali risultati su un terreno operativo, favorendo l’incontro tra domanda ucraina, capacità tecnologica italiana e piattaforma logistica e industriale polacca. Il Padiglione Italia (Pad. 1 Stand 1-A16, 1-B16, 1-C12 e 1-D12) coordinato dall’Agenzia ICE attraverso i propri uffici di Varsavia e Kiev e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia, è concepito come uno spazio di lavoro più che di sola esposizione: vi sono rappresentate 34 imprese attive in architettura e ingegneria, costruzioni e materiali, tecnologie ambientali ed energetiche, infrastrutture di trasporto, restauro e recupero del patrimonio, oltre a soluzioni innovative per la sicurezza e lo sminamento. Si tratta di settori coerenti con le priorità ucraine e con le competenze distintive del made in Italy.
L’obiettivo delle azioni realizzate è infatti di facilitare l’incontro delle realtà imprenditoriali e degli investitori italiani con i rappresentanti ucraini della Pubblica Amministrazione, delle aziende pubbliche e delle imprese private, nell’ottica di incrementare la presenza di operatori economici italiani in Ucraina e di riscontrare le esigenze ucraine, così da poter elaborare strategie di cooperazione economica e commerciale.
La scelta di valorizzare il ruolo della Polonia – prosegue la nota – risponde alla posizione unica di questo Paese, che coniuga prossimità geografica all’Ucraina, un sistema infrastrutturale avanzato e una presenza consolidata di operatori italiani: un asset che consente di strutturare filiere trilaterali Italia-Polonia-Ucraina. L’intenso interscambio economico italo-polacco degli ultimi anni conferma che esiste una base industriale e commerciale già pronta a essere indirizzata verso programmi comuni di ricostruzione.
La manifestazione si articola in due giornate di conferenze e incontri dedicati ai settori d’interesse: costruzioni e infrastrutture, riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione, impiantistica, trattamento delle acque, sminamento, energia (generazione e trasmissione/trasformazione), nucleare e trattamento delle scorie, energia verde, efficienza energetica, Oil&Gas (upstream, midstream, downstream), industria del carbone, ecologia e ambiente.
La sera del 12 novembre presso l’Istituto italiano di cultura di Varsavia, si è tenuto un incontro di lavoro con le aziende espositrici alla presenza di S.E. Luca Franchetti Pardo, Ambasciatore d’Italia in Polonia, On. Pawe? Kowal, Presidente del Consiglio per la Cooperazione con l’Ucraina, Eliza Zeidler, Vice Ministro presso il Ministero polacco degli Asset Statali, Min. Plen. Davide La Cecilia, Inviato speciale dell’On. Ministro per la Ricostruzione dell’Ucraina, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Amedeo Scarpa, Direttore Centrale Rete Estera dell’Agenzia ICE. Durante l’incontro è stato presentato un aggiornamento sulla situazione economica ucraina nel contesto del conflitto illustrando i principali canali attraverso cui le imprese possono partecipare ai programmi di ricostruzione promossi dalle autorità ucraine, dall’UE e dagli organismi finanziari internazionali; particolare attenzione è stata riservata ai segmenti oggi più richiesti – energia, efficienza e ripristino delle reti, infrastrutture e servizi municipali – nonché alla presentazione di alcuni progetti di investimento già aperti o in fase di avvio, ritenuti di speciale interesse per le aziende italiane per taglia, fabbisogno tecnologico e presenza di partner europei.
‘Italia e Polonia’, ha commentato l’Ambasciatore Franchetti Pardo, ‘sono unite nel sostegno multidimensionale all’Ucraina, come ben testimoniato dalla Conferenza sulla Ripresa svoltasi a Roma lo scorso luglio. Con un interscambio commerciale bilaterale prossimo ai 36 miliardi di Euro annui e significativi investimenti, la proficua collaborazione tra imprese italiane e polacche costituisce una solida base di partenza per cogliere le opportunità legate all’impegno di ricostruzione dell’Ucraina. Fondamentali sono le sinergie e le complementarietà tra i due sistemi economici, favorite dalle elevate competenze degli operatori economici italiani, dalla posizione geografica della Polonia e da un condiviso spirito imprenditoriale’.
‘La 5° edizione della fiera congressuale Rebuild Ukraine di Varsavia – ha osservato l’Inviato Speciale La Cecilia – rappresenta la continuazione ideale della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina dello scorso luglio, con decine di associazioni di categoria ed imprese italiane che hanno potuto approfondire in quest’occasione i partenariati e gli accordi sottoscritti a Roma. Di particolare rilievo è stata la presentazione dell’Equity Fund europeo (European Flagship Fund for the Reconstruction of Ukraine), che ha l’obiettivo di favorire la partecipazione del capitale privato alla ricostruzione dell’Ucraina, annunciato alla URC2025, cui l’Italia partecipa con CDP, assieme alla Commissione europea, alla BEI e alle banche di sviluppo di Francia, Germania e Polonia. Altrettanto importante è stato il seminario sulle industrie strategiche volto a rafforzare le collaborazioni con le imprese ucraine in settori critici per il nostro Sistema Paese’.
‘La ricostruzione dell’Ucraina è una grande opportunità per gli ucraini e al tempo stesso per il Made in Italy’, ha sottolineato Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE. ‘Secondo le stime della Banca Mondiale, saranno necessari 176 miliardi di dollari entro il 2035 per ricostruire infrastrutture, edilizia pubblica e reti energetiche oggetto di Rebuild Ukraine: circa un terzo degli investimenti complessivi valutati in 520 miliardi. L’Italia è pronta a fare la sua parte con solide competenze e aziende strutturate, capaci di offrire soluzioni efficaci e innovative. Nonostante la guerra, il PIL ucraino è previsto in crescita del 2% nel 2025 con settori come il farmaceutico (+17,9%) e il siderurgico (+8,9%) in forte espansione. Come sesto fornitore al mondo, l’Italia è in prima fila nei rapporti con l’Ucraina con un export che ha raggiunto 1,2 MLD nei primi sette mesi del 2025 in miglioramento del 6% sullo stesso periodo dello scorso anno. Viene promosso un padiglione istituzionale di oltre 200 metri quadrati con 34 aziende partecipanti e il pieno coinvolgimento del sistema Italia – con Ice anche CdP, Simest, Sace, imprese, associazioni di categoria, camere di commercio e partner locali – sotto il coordinamento del Ministero degli Esteri’.
Nella cornice della fiera inoltre la società torinese AI Engineering ha siglato un Memorandum of Understanding con la società ucraina Metinvest e con la comunità di Trostianets (Oblast di Sumy) per la progettazione di un nuovo distretto abitativo destinato agli sfollati interni, sviluppato secondo criteri avanzati di efficienza energetica e sostenibilità e che sia poi replicabile in molte altre comunità e comuni ucraini.
L’Italia è il 4° mercato di destinazione dell’export ucraino e il 6° fornitore del Paese. L’export italiano verso l’Ucraina (ultimi dati disponibili: luglio 2025) è di 1,2 miliardi di euro. I principali prodotti scambiati sono: macchinari, tabacchi, prodotti farmaceutici e alimentari (import dall’Italia) e cereali, oli vegetali, prodotti siderurgici (export verso l’Italia). Quanto agli investimenti, lo stock di investimenti italiani nel corso del primo trimestre del 2025 è diminuito di USD 15,2 milioni rispetto al 31.12.2024 ed era pari a USD 250,4 milioni. Gli investimenti italiani (stock) risultavano maggiormente focalizzati su industria manifatturiera (38%), commercio (19%), edilizia/costruzioni (18%). In merito alle necessità di ricostruzione, l’ultimo dato della Banca Mondiale, riportato nel Rapid Damage and Needs Assessment (RDNA4) del mese di dicembre 2024, indica un fabbisogno di 524 miliardi di dollari, stima rivista al rialzo rispetto ai 486 miliardi di dollari dell’anno precedente.
Il tema del sostegno all’Ucraina – si sottolinea ancora nel comunicato – è ormai oggetto di ampia attenzione da parte delle istituzioni internazionali, dei governi e delle imprese. Negli ultimi tre anni, ReBuild Ukraine è diventata una piattaforma chiave per discutere e attuare strategie di ricostruzione e sviluppo del Paese. Anche per il 2025 l’iniziativa si conferma un appuntamento fondamentale per favorire il coinvolgimento delle aziende estere nel processo di ricostruzione dell’Ucraina.
Il programma di eventi seminariali e convegnistici della fiera è particolarmente fitto per il 2025 e ruota attorno ad alcuni appuntamenti di punta che coprono le principali filiere della ricostruzione ucraina. Il Recovery Construction Forum 4.0 sarà lo spazio in cui amministrazioni, investitori e imprese discuteranno standard, tecnologie e modalità di finanziamento per la ricostruzione edilizia e infrastrutturale; l’Ukrainian Subsoil Wealth Conference metterà invece al centro il tema, strategico per Kyiv e per i partner europei, della valorizzazione delle risorse del sottosuolo e delle condizioni di accesso per gli operatori stranieri. Con il Solar Invest Forum la fiera dedicherà una sessione specifica alle rinnovabili e alle soluzioni off-grid utili a garantire continuità energetica in aree danneggiate dal conflitto, mentre il Water Recovery Forum sarà focalizzato sulla rigenerazione dei sistemi idrici e fognari, sulla gestione delle acque e sulle tecnologie per la resilienza delle reti municipali, ambito nel quale le imprese italiane possono presentare soluzioni già collaudate.
L’appuntamento è stato individuato come uno degli eventi strategici della campagna MAECI-ICE ‘OpportunItaly’ (opportunitaly.gov.it) – il programma di accelerazione business promosso dall’Agenzia ICE e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). L’iniziativa è pensata per favorire lo sviluppo di connessioni commerciali tra buyer, distributori e imprenditori esteri e aziende italiane, attraverso servizi di digital business matching e contenuti sui settori strategici del Made in Italy.







