Manovra, Timpone: correttivi per evitare “esodati rottamazione” – askanews.it

Manovra, Timpone: correttivi per evitare “esodati rottamazione”

Attuale formulazione riduce riduce drasticamente platea
Nov 10, 2025

Roma, 10 nov. (askanews) – La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali prevista in Manovra ha criteri molto selettivi. Lo afferma il commercialista e tributarista Gianluca Timpone in un commento sulle misure dedicate alla nuova pace fiscale.

“L’attuale impianto della Rottamazione 5 – spiega – prevede la definizione agevolata delle cartelle esattoriali notificate entro il 31 dicembre 2023, con la cancellazione di sanzioni e interessi di mora. Una misura apparentemente generosa, ma con un limite stringente: sono escluse categoricamente le cartelle derivanti da accertamenti fiscali. Una scelta che segna una profonda differenza rispetto alle quattro precedenti edizioni della rottamazione, le quali, invece, avevano sempre contemplato tutte le tipologie di cartelle. Questo ‘filtro’ significa che solo chi ha ricevuto cartelle per imposte dichiarate ma non versate potrà beneficiare delle nuove condizioni. Sebbene sia un aiuto per molti, l’esclusione degli accertamenti riduce drasticamente la platea dei beneficiari, limitando l’intervento a situazioni che, per la loro natura, avrebbero probabilmente trovato una soluzione anche senza agevolazioni, magari con maggiore difficoltà ma con esiti definitivi”.

“La vera criticità emerge quando si analizza l’impatto di questa esclusione sui contribuenti che avevano aderito alla precedente Rottamazione Quater, ma con cartelle derivanti da accertamenti – aggiunge -. Molti di questi, per le più svariate ragioni (spesso legate a difficoltà economiche impreviste), sono purtroppo decaduti dal piano rateale decisamente troppo breve (soltanto 5 anni con le prime 2 rate pari al 20% dell’intero importo rottamato). Per loro, l’attuale formulazione della Rottamazione 5 si traduce in una beffa: non possono rientrare nella nuova pace fiscale, ma allo stesso tempo si vedono richiedere il residuo del debito in un’unica soluzione, maggiorato di tutte le sanzioni e gli interessi che erano stati stralciati e che, con la decadenza, “risorgono” in tutta la loro gravosità”.

“Si leva un coro di voci che chiede un urgente correttivo alla Legge di Bilancio. Poiché le modifiche non devono incidere sui saldi di bilancio della Manovra, la proposta più concreta è quella di rimettere in bonis i decaduti dalla Rottamazione Quater con cartelle da accertamento. Consentire a questa platea di rientrare in un piano di definizione, magari con le stesse favorevoli rateizzazioni della Rottamazione 5, non graverebbe sui conti dello Stato. Anzi, recupererebbe crediti altrimenti destinati all’inesigibilità, evitando al contempo una profonda ingiustizia sociale”.

“È fondamentale evitare di creare una categoria di ‘esodati della rottamazione’, contribuenti che, per un’interpretazione troppo rigida o selettiva delle norme, si ritrovano in condizioni peggiorate e senza vie d’uscita. La logica delle prime quattro rottamazioni, che includevano tutte le cartelle, era dettata da un principio di equità e dalla necessità di dare una chance a chi si trovava in difficoltà, indipendentemente dalla genesi del proprio debito – conclude -. La Rottamazione 5, così come è concepita, rischia di aiutare chi, in fondo, avrebbe potuto onorare il debito anche senza agevolazioni, e di condannare chi, con oneri ben più consistenti derivanti da accertamenti, si trova in una posizione oggettivamente più complessa. È un appello alla politica affinché, con un piccolo ma significativo aggiustamento, possa scongiurare una crisi sociale annunciata e dimostrare una vera attenzione verso tutti i cittadini in difficoltà”.