Cina, Li Qiang lancia appello a fiducia al mondo delle imprese – askanews.it

Cina, Li Qiang lancia appello a fiducia al mondo delle imprese

Guerra commerciale con Usa per ora compensata da export Ue-Asean
Ott 15, 2025

Roma, 15 ott. (askanews) – Il premier Li Qiang ha invitato le imprese cinesi a “rafforzare la fiducia” e ha ribadito l’impegno del governo a raggiungere gli obiettivi economici annuali, durante un simposio con leader aziendali, accademici ed esperti svoltosi martedì a Pechino.

“Per comprendere con precisione la situazione economica attuale bisogna avere una visione d’insieme. È necessario rafforzare ulteriormente la fiducia, affrontare i problemi con lucidità e restare saldamente impegnati a svolgere bene il nostro lavoro”, ha dichiarato Li, citato dall’agenzia di Stato Xinhua.

L’incontro si è tenuto in un momento di persistenti incertezze commerciali tra Pechino e Washington, a meno di una settimana da una riunione cruciale del Partito comunista cinese nella quale, tra gli altri temi, saranno discusse le linee generali del prossimo piano quinquennale.

Secondo Xinhua, gli imprenditori e gli altri partecipanti al simposio hanno espresso un tono ottimistico, sottolineando che l’economia cinese ha resistito alle pressioni e che “i fattori favorevoli continuano ad accumularsi” nonostante le difficoltà.

Pechino ha fissato per il 2025 un obiettivo di crescita del prodotto interno lordo “attorno al 5 per cento”. Nel suo ultimo rapporto World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale ha previsto per la Cina una crescita del 4,8 per cento.

Tra i partecipanti al simposio figuravano rappresentanti di diversi settori economici, tra cui Ye Guofu, fondatore e amministratore delegato del gruppo retail Miniso, e Xu Qiyuan, vicedirettore dell’Istituto di economia mondiale e politica dell’Accademia cinese delle scienze sociali.

Guardando al futuro, Li ha sollecitato ulteriori sforzi per stimolare la domanda interna e i consumi, sottolineando la necessità di contenere la “concorrenza disordinata e irrazionale” che ha portato a una forte pressione sui costi in diversi settori.

Il premier ha affermato che la Cina punta a costruire un ecosistema dell’innovazione promuovendo la cooperazione tra imprese a monte e a valle, accelerando la trasformazione dei risultati tecnologici e istituendo fondi di capitale di rischio.

Li ha inoltre assicurato che il governo “sosterrà con forza” la stabilizzazione del commercio estero, degli investimenti stranieri e la diversificazione dei mercati, promuovendo “l’attuazione di una serie di progetti di investimento estero di rilievo”.

Il premier ha infine espresso l’auspicio che gli imprenditori “mantengano una visione di lungo periodo, continuino a innovare ed esplorare, e contribuiscano allo sviluppo di alta qualità della Cina”, mentre gli accademici “forniscano consigli e proposte utili per il lavoro economico e la crescita del Paese”.

I dati di settembre dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi hanno segnalato che il forte calo delle esportazioni cinesi verso gli Stati uniti, penalizzate dai nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump, è stato più che compensato dall’aumento delle vendite verso l’Europa, i Paesi dell’Asean e la Corea del Sud, permettendo a Pechino di chiudere settembre con una crescita complessiva dell’export superiore alle attese.

Le esportazioni espresse in dollari sono aumentate dell’8,3% su base annua, in accelerazione rispetto al +4,4% di agosto e oltre le previsioni del consenso Bloomberg (+6,6%). Le importazioni sono cresciute del 7,4% (contro l’1,3% del mese precedente), portando il surplus commerciale a 90,5 miliardi di dollari, 8,8 miliardi in più rispetto a un anno fa.

Le vendite verso gli Stati uniti si sono ridotte del 27% su base annua, un miglioramento rispetto al -33% di agosto ma ancora in territorio negativo. A controbilanciare il calo hanno contribuito le esportazioni verso l’Unione europea, cresciute del 14,2%, e verso l’Asean, salite del 15,6%. In forte ripresa anche l’export verso la Corea del Sud, aumentato del 7%. L’Africa e l’America Latina hanno confermato un trend positivo, con rispettivamente +56,4% e +15,2% su base annua, sostenute dagli investimenti cinesi nei progetti della Belt and Road Initiative.