Milano, 5 ott. (askanews) – Dalla Carnia friulana ai grandi palcoscenici della Serie A. Gli esordi con la Sampdoria di Vialli e Mancini, le tante promozioni, sempre da protagonista. Le polemiche legate ai suoi trasferimenti: dal Brescia all’Atalanta, dall’Inter al Milan. Traditore per alcuni, idolo per altri. La vita e la carriera di Maurizio Ganz è diventata un libro in uscita il 10 ottobre, scritto dall’ex calciatore insieme al giornalista Tiziano Marino e con prefazione di Beppe Bergomi: El segna semper lü (Baldini+Castoldi).
Il libro ripercorre i gol e i derby che hanno infiammato San Siro, il titolo di capocannoniere in Coppa Uefa, lo Scudetto rossonero, ma anche il dolore per un grave infortunio e l’amarezza per non aver mai esordito in Nazionale, il sogno azzurro sfiorato di una vita. El segna semper lü (segna sempre lui): lo chiamavano così, in dialetto milanese, perché quando in campo c’era lui, la palla entrava. Una carriera vissuta con grinta e umiltà e la stessa fame di chi, per ventun anni, ha corso verso la porta con un solo pensiero in testa: fare gol. Un racconto sincero, carico di emozioni, che svela l’uomo dietro al bomber. Una storia vera, intensa, italiana. Come il calcio di una volta, quando quello italiano era davvero il campionato più bello al mondo, e Maurizio Ganz una delle sue stelle.
Ganz è stato uno degli attaccanti più prolifici e combattivi del calcio italiano, soprattutto degli anni Novanta. Cresciuto nella Carnia friulana, lanciato dalla Sampdoria, ha indossato le maglie di Monza, Parma, Brescia, Atalanta, Inter, Milan, Venezia, Fiorentina, Ancona, Modena, Lugano e Pro Vercelli. Ha conquistato lo Scudetto 1998/99, il titolo di capocannoniere della Coppa Uefa 1996/97 e della Serie B 1991/92, la Coppa Italia 1987/88 e diverse promozioni in Serie A. Nella sua carriera ultraventennale (1986-2007) ha realizzato oltre 200 gol. Appesi gli scarpini al chiodo, oggi allena.







