Parata Pechino, grande orgoglio tra gli allevatori di piccioni – askanews.it

Parata Pechino, grande orgoglio tra gli allevatori di piccioni

Ottantamila esemplari lanciati, ma c’è una storia non detta…
Set 4, 2025

Roma, 4 set. (askanews) – La grande parata militare di ieri che, a Pechino, ha celebrato gli 80 anni della vittoria cinese sul Giappone è fonte di orgoglio per i cinesi, ma tra loro particolarmente orgogliosi, all’indomani, sembrano essere gli allevatori di piccioni della capitale, che sono riusciti a raccogliere e far volare con invidiabile sincronia ben 80mila colombe della pace, assieme ad altrettanti palloncini.

Molti di loro – racconta oggi il giornale di partito Global Times – all’indomani hanno pubblicato sui loro profili social le foto dei piccioni tornati a casa. Tutte le 80.000 colombe liberate all’evento provenivano dai loro allevamenti.

In interviste con il Global Times, diversi allevatori della capitale hanno ricordato il meticoloso lavoro necessario per garantire il successo del rilascio. Hou Pengcheng, vicesegretario generale dell’Ufficio municipale dello sport di Pechino, ha raccontato al Global Times che i preparativi per il rilascio delle colombe sono iniziati sei mesi fa. “Abbiamo collaborato con l’Associazione dei piccioni viaggiatori di Pechino per invitare gli allevatori di tutta la città ad allevare colombe di alta qualità, assicurando una fonte sufficiente e affidabile”, ha detto il funzionario.

Gli organizzatori hanno prestato grande attenzione alla qualità dello stormo. Ogni colomba è stata accuratamente controllata per salute, forza e vitalità. “I soggetti scelti dovevano essere sani, forti e privi di malattie, per lo più di 2 o 3 anni, poiché questa fascia di età ha la migliore forma fisica per adattarsi a eventi su larga scala”, ha spiegato Sun Peng, segretario generale dell’Associazione dei piccioni viaggiatori di Pechino. “Colombe con scarse capacità di volo, salute debole o malattie erano rigorosamente escluse, per evitare infezioni incrociate durante la permanenza collettiva”.

Sun ha sottolineato che le colombe usate nella celebrazione erano in gran parte “piccioni da corsa in pensione”, noti nel settore come “colombe colorate”. Ha anche ricordato la lunga tradizione di allevamento di piccioni a Pechino, tramandata di generazione in generazione. Per portare avanti questa tradizione e darle un palcoscenico più ampio, le associazioni locali hanno svolto un ruolo fondamentale.

L’articolo del Global Times pone l’accento sulla provenienza nazionale dei piccioni utilizzati, in un momento in cui il mondo dei piccioni è sotto la lente d’ingrandimento dei media internazionali. Oggi il Washington Post pubblica un’ampia inchiesta sui furti di volatili avvenuti in Belgio, dopo che in Cina è scoppiata una vera e propria bolla speculativa incentrate sulle gare.

Tutto è cominciato alla fine degli anni 2010, quando ricchi cinesi scoprirono questa specialità che consiste nel liberare colombi viaggiatori, che devono ritornare alla colombaia nel minor tempo possibile. Scoprirono anche che le linee di piccioni più pregiate sono allevate in Belgio e cominciarono gli acquisti a suon di dollari. Nel 2019 – racconta il Washington Post – il piccione Armando fu valutato 1,4 milioni di dollari. Un altro uccello, New Kim, fu acquistato a 1,9 milioni di dollari. Le gare arrivarono ad avere montepremi da oltre 100 milioni di dollari. La principale casa d’aste di piccioni belga arrivò ad aprire una filiale a Pechino.

Dove girano i soldi, però, gira pure la malavita. Così in Belgio cominciarono i furti di piccioni che, in base a rocambolesche indagini, si capì avere origine interna europea, probabilmente con lo scopo di rivendere gli uccelli poi sul ricco mercato cinese.

Nello stesso tempo, il governo cinese si accorse di questo sport attorno al quale girava tanto denaro. Gioco d’azzardo, ostentazione del lusso: due concetti che stridono alle orecchie dell’amministrazione del presidente Xi Jinping. Quindi nel 2023 il ministero della Pubblica sicurezza cinese ha iniziato a perseguire i casi di gioco d’azzardo illegale sui piccioni, anche all’interno della nomenklatura. Cioè, il mondo delle gare dei piccioni divenne sempre più clandestino, scrive il Washington Post, quindi nelle mani dell’underworld cinese.

Il ruolo centrale dei piccioni nella parata di ieri potrebbe far pensare a una riabilitazione del volatile che, in effetti, qualche merito patriottico l’ha anche ottenuto sul campo. Lo scorso anno, la polizia indiana “arrestò” un “piccione spia cinese” vicino al porto di Mumbai, che portava un messaggio in cinese legato alla zampetta. Dopo otto anni di detenzione , fu liberato perché si ritenne fose un animale che aveva perso la strada in una gara taiwanese, ma alla fin fine la vicenda non è mai stata del tutto chiarita. Fu portato all’ospedale veterinario e non si sa che fine abbia fatto.