Meloni difende l’intesa sui dazi, Lega perplessa, opposizione attacca – askanews.it

Meloni difende l’intesa sui dazi, Lega perplessa, opposizione attacca

Contraria la Francia, dubbi Germania. Premier: “Evitata guerra commerciale”
Lug 28, 2025

Roma, 28 lug. (askanews) – Mostrare gli aspetti positivi dell’accordo sui dazi, minimizzare quelli negativi, soprattutto rassicurare imprese e cittadini. E’ questo l’input che arriva da Palazzo Chigi, all’indomani dell’incontro in Scozia tra Ursula von der Leyen e Donald Trump che ha sbloccato la trattativa sulle tariffe doganali.

L’accordo è ancora tutto da comprendere e definire nei suoi particolari: nella sostanza si tratta di dazi generalizzati sui prodotti Ue del 15% (nessuno su quelli Usa), tenendo fuori alcuni settori strategici, come l’auto, mentre restano al 50% – ma con “quote” da definire – su alluminio e acciaio. Per l’agroalimentare e il vino, fondamentali per l’Italia, le trattative sono ancora in corso. Da parte dell’Europa c’è anche l’impegno a incrementare gli investimenti e gli acquisti (a caro prezzo) di gas naturale liquefatto (Gnl).

Meloni, ad Addis Abeba per co-presiedere il vertice Onu sui Sistemi alimentari, di primo mattino ha incontrato i giornalisti per un commento sull’intesa. Per la premier è “positivo” l’aver evitato “un’escalation commerciale” con “conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti”. Secondo lei i dazi al 15% sono “una base sostenibile” e comunque “sui dettagli c’è ancora da battersi”. Quando l’intesa sarà finalizzata, assicura, “bisognerà a livello nazionale e a livello europeo aiutare quei settori che dovessero essere particolarmente coinvolti” e il governo lo farà “anche parlando con le associazioni degli imprenditori e il mondo industriale”. Anche per il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è “la migliore trattativa possibile”. Se poi ci sarà da trovare risorse, magari con una manovra correttiva, è presto per saperlo, perchè “ancora non sappiamo l’effetto reale dei dazi”. Sulla questione è eloquente il sostanziale silenzio della Lega. Dopo aver firmato, ieri sera, una nota congiunta con Meloni e Tajani, oggi il leader Matteo Salvini si è limitato a dire che “i dazi non sono mai una buona notizia, conto ci siano ulteriori margini di trattativa di miglioramento”. Del resto era stato il suo ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, qualche giorno fa, a definire “insostenibili” tariffe superiori al 10%. E oggi è l’alleato europeo Viktor Orban a ironizzare: “Trump si è mangiato Ursula von der Leyen a colazione”.

Mentre contrarietà (Francia) e molti dubbi (Germania e Spagna) sono espresse dalle cancellerie europee, sulla questione l’opposizione va all’attacco. E’ “una resa alle imposizioni americane, dovuta al fatto che il governo italiano insieme ad altri governi nazionalisti totalmente subalterni a Trump, hanno spinto per una linea morbida e accondiscendente che ha minato l’unità europea e indebolito la posizione negoziale dell’Ue”, accusa la segretaria Pd Elly Schlein. Di “resa incondizionata” parla anche Matteo Renzi (Iv), secondo cui “la verità è che i sovranisti fanno male al mondo” e la presidente del Consiglio che “pubblica i libri in America con la prefazione di Trump jr non disturba il manovratore”. “Crolla il castello di carte di Giorgia Meloni: una premier che, pur di compiacere la Casa Bianca, ha deciso di sacrificare il presente e il futuro di milioni di italiani. Nessun sussulto di dignità, nessun allarmismo per un Paese che corre verso il baratro”, dice Giuseppe Conte, leader M5s mentre per Angelo Bonelli (Avs) “Meloni festeggia un disastro”.

Di Alberto Ferrarese