Roma, 22 lug. (askanews) – Roma Capitale ha annunciato oggi la realizzazione di 1005 assunzioni a tempo indeterminato tra educatori e insegnanti delle scuole dell’infanzia entro il 2025. Alle 240 già in corso se ne aggiungeranno altre 765 che verranno perfezionate entro l’anno in corso. Ne dà notizia il Comune di Roma in un comunicato.
Le assunzioni annunciate si uniscono alle 746 già effettuate dal 2022 al 2024, raggiungendo quindi un totale di 1751 nel corso del mandato. L’intervento, condiviso con un accordo con le rappresentanze sindacali, serve a garantire la dotazione organica stabile e completa, eliminando la patologia dei contratti precari per la copertura dei vuoti d’organico, a beneficio di chi lavora, della continuità dei servizi educativi e delle famiglie.
L’accordo prevede inoltre una revisione del regolamento del sistema delle supplenze rendendolo più efficace ed efficiente, garantendo tempi più brevi e agili. Alla conferenza stampa hanno preso parte, oltre al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e all’Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro, Claudia Pratelli, anche la Presidente della Commissione Scuola, Carla Fermariello, il Presidente della Commissione Statuto e Innovazione Tecnologica, Riccardo Corbucci e Giulio Bugarini, vicecapo di Gabinetto con delega al Personale.
“Siamo molto soddisfatti, 765 nuove assunzioni che consentiranno di stabilizzare tante educatrici e insegnanti precarie per le nostre scuole dell’infanzia e dei nidi. Si aggiungono ai 240 nuovi ingressi già realizzati quest’anno e nel 2026 finalmente dopo tanti anni di attesa dal 2018 un nuovo grande concorso per le scuole di Roma Capitale. Investiamo sulla scuola, sull’educazione dei nostri ragazzi, per noi è una priorità da perseguire con segnali e scelte concreti”, ha dichiarato Gualtieri.
“È un risultato storico dopo un lavoro molto intenso – ha poi aggiunto l’Assessora alla Scuola Pratelli – oggi annunciamo la stabilizzazione nel solo 2025 di più di mille persone, più di mille donne, professioniste dell’educazione, che fino ad oggi hanno lavorato con grande competenza e passione, ma senza la dovuta stabilità e sicurezza. Significa aver risposto alla vita e ai desideri di chi lavora nei nostri servizi e dato un segnale molto chiaro sull’idea di scuola e di società che stiamo portando avanti, perché la stabilità del lavoro significa anche qualità del sistema educativo. Se prima era ordinario avere lavoro precario, oggi ripristiniamo un funzionamento che si basa sul lavoro stabile e sicuro. Ne siamo orgogliosi”.






