Montecatini, Regione conferma volontà acquisire Terme Tettuccio – askanews.it

Montecatini, Regione conferma volontà acquisire Terme Tettuccio

Ciuoffo: “ma prima si deve sbloccare situazione giudiziaria”
Lug 9, 2025
Firenze, 9 lug. (askanews) – La Regione Toscana conferma la volontà di acquisire e rilanciare le Terme Tettuccio di Montecatini, ma ogni mossa resta vincolata all’esito della procedura di concordato che coinvolge la società Terme di Montecatini S.p.A. Lo ha ribadito in aula l’assessore Stefano Ciuoffo, rispondendo a un’interrogazione del portavoce dell’opposizione, Alessandro Capecchi (FdI), che ha chiesto chiarezza sulla futura gestione del complesso e sull’eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte della Regione.

“Abbiamo passato oltre un anno dalla prima gara andata deserta. La nostra volontà di intervenire è chiara e formalizzata, ma serve un’accelerazione: questi immobili continuano a costare e hanno bisogno di importanti lavori di riqualificazione”, ha detto Ciuoffo, auspicando che il Tribunale possa bandire le aste entro fine anno. Solo allora la Regione potrà agire, valutando l’acquisto dello stabilimento e degli altri beni, tra cui Terme Regina ed Excelsior.

Secondo l’assessore, il futuro del Tettuccio sarà legato non solo alla sua vocazione termale, ma anche al rilancio culturale del sito. La legge regionale 48/2022 prevede infatti la creazione di un centro polivalente legato alla storia della fotografia del ‘900, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-artistico e promuovere Montecatini come polo culturale. Tre gli scenari allo studio: un distretto museale, uno creativo e uno termale, con il primo che appare oggi il più promettente per attrarre investimenti e turismo.

Capecchi ha chiesto che la gestione futura – sanitaria, culturale o ricreativa – sia chiaramente distinta e affidata tramite bando pubblico, “basato su criteri trasparenti e competitivi, per garantire pari opportunità agli operatori economici interessati”. L’assessore ha assicurato che ogni passaggio dovrà rispettare le regole dell’evidenza pubblica e sarà guidato dalla necessità di tutelare il valore culturale e strategico del complesso.

Il nodo cruciale resta il diritto di prelazione: se nelle prossime aste dovesse emergere un’offerta credibile da parte di soggetti privati, sarà il Consiglio regionale a decidere se esercitare o meno questo diritto. “Quel patrimonio ha un valore assoluto, ma senza un piano chiaro rischia il declino”, ha sottolineato Capecchi, definendo la prospettiva di una nuova gara entro l’anno “una mezza notizia, ma comunque un segnale atteso”.

La Regione, ha concluso Ciuoffo, è pronta a programmare la seconda fase del progetto, ma l’intero iter dipende ancora dalle decisioni della magistratura fallimentare e dall’interesse che emergerà sul mercato.