Roma, 19 giu. (askanews) – Avere in Italia una Rete Psicologica Nazionale, pubblica e gratuita per tutti. Parte la campagna per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per istituire una presenza costante nei luoghi dove si studia, si fa sport, si lavora, ci si cura. La raccolta firma che prende il via ufficialmente oggi punta a raccogliere le 50mila sottoscrizioni necessarie per portare la proposta in Parlamento e rendere il benessere psicologico un diritto garantito a tutte e a tutti. Il testo della proposta di legge nasce dal lavoro portato avanti per oltre tre anni da un Comitato Scientifico composto da accademici, professionisti ed esperti nel campo dei diritti, della ricerca e dei servizi pubblici. La campagna di raccolta firme è diretta e coordinata da Pubblica, ente del terzo settore senza scopo di lucro che lavora per contribuire ad allargare lo spazio dei diritti ed è finanziata con il supporto di Project System, primo fondo filantropico italiano dedicato all’attivismo civico.
La struttura della Rete Psicologica Nazionale è stata pensata per prevenire il disagio e intervenire prima che diventi emergenza, violenza, malattia fisica o psichica e per promuovere il benessere, l’inclusione e la crescita del capitale umano. Un investimento pubblico adeguato che una volta a regime, ridurrà la pressione sul sistema sanitario e sulle liste di attesa: nei giorni scorsi sono stati resi pubblici gli esiti di uno studio dell’Università Sapienzadi Roma e UnoBravo sull’impatto della cura della salute mentale sull’accesso ai servizi sanitari in Italia. Dai dati emerge che i soggetti che hanno intrapreso un percorso di supporto psicologico di almeno sei mesi hanno dichiarato una riduzione nell’utilizzo di prestazioni sanitarie: accessi al pronto soccorso, visite specialistiche ed esami da laboratorio. In particolare, proprio sugli accessi al pronto soccorso, nel campione analizzato si è evidenziato una diminuzione del 50%. Numeri che raccontano l’impatto immediato dell’investimento in psicologia sulla spesa sanitaria, producendo un calo netto e significativo per le liste d’attesa.
“Oggi – dichiara Francesco Maesano, coordinatore nazionale della campagna – lanciamo una proposta concreta: l’obiettivo è portare il nostro testo in Parlamento e arrivare a una legge che renda il benessere psicologico un diritto attraverso un finanziamento adeguato. Lo facciamo perché vogliamo portare la psicologia dove serve davvero: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, dove le persone fanno sport o dove affrontano la malattia e la cura. Interventi precisi, efficaci, costruiti sui bisogni reali delle persone. Perché il benessere psicologico non è un lusso: vivere in un ambiente libero dall’esclusione sociale, dal bullismo, dallo stress ambientale è un diritto e come tale va garantito a tutte e tutti”







