Milano, 17 giu. (askanews) – La multinazionale statunitense Johnson & Johnson, che produce farmaci e apparecchiature mediche, spinge sulla ricerca e lo sviluppo di medicine innovative, soprattutto in ambito onco-ematologico, con l’obiettivo di arrivare, da qui al 2030, a circa cinque nuove approvazioni ogni anno a livello globale. È l’impegno preso durante un incontro a Milano, a Palazzo dei Giureconsulti, nel quale è stato presentato il futuro dell’innovazione terapeutica in onco-ematologia e sono stati condivisi i risultati dei recenti congressi internazionali Asco e Eha.
“È stata straordinaria nell’ultima decina d’anni l’evoluzione – ha osservato il direttore Ematologia Universitaria ospedale Città della Salute e della Scienza di Torino, Benedetto Bruno – che ha avuto il trattamento del mieloma. Ovviamente le prospettive sono di una maggiore sopravvivenza del paziente, più di un decennio, ma soprattutto con una qualità di vita aumentata, che permette anche di programmare un po’ la vita, mentre 10-15 anni fa la sopravvivenza era limitata a pochi anni. A cosa è dovuto questo cambiamento in positivo del trattamento? Alle immunterapie fondamentalmente che si possono dividere in anticorpi monoconali, bspecifici, Car-T cells che sono delle cellule del paziente ingegnerizzate e i coniugati agli anticopi, quindi un panorama molto vasto che deve essere comunque calato nella realtà del paziente e utilizzato nella maniera più idonea”.
La tendenza è infatti quelle di una personalizzazione della terapia. Un cambiamento di approccio che permette ai medici di orientare la scelta terapeutica per ogni paziente non solo sulla base dell’efficacia, ma anche della tollerabilità e della modalità di somministrazione, favorendo, ad esempio, le formulazioni sottocutanee al posto delle più complesse somministrazioni per via endovenosa.