“Healthy building”: l’architettura umanista di Filippo Taidelli – askanews.it

“Healthy building”: l’architettura umanista di Filippo Taidelli

Sostenibilità, innovazione e centralità dell’essere umano
Giu 10, 2025
Roma, 10 giu. – In un’epoca di grandi sfide sociali in cui in cui la sostenibilità è spesso ridotta a numeri e prestazioni, l’architettura si interroga sul proprio senso profondo: prendersi cura delle persone attraverso la qualità dello spazio. Nasce da questa riflessione la monografia “Filippo Taidelli. Architetture scelte 2012-2024” edito da Forma Edizioni, un viaggio per immagini tra ospedali, campus e residenze pensati per rigenerare corpo e mente. Sono healthy building: spazi empatici e contemporanei, capaci di mettere al centro l’essere umano.

Può un edificio contribuire a migliorare il benessere di chi lo abita, fino a diventare parte attiva nei percorsi terapeutici? Di fronte alle sfide urgenti del nostro tempo – dal cambiamento climatico alla crisi sanitaria, dai nuovi modelli abitativi alla crescente domanda di qualità della vita in ambito urbano – l’architettura è chiamata a ripensarsi come una pratica consapevole del prendersi cura: dell’ambiente, delle persone, della memoria.
In questo contesto, il lavoro di Filippo Taidelli, architetto milanese, porta avanti una visione progettuale, coerente e profonda dell’architettura, distinguendosi per una cifra umanista che mette al centro la persona con una forte proiezione al futuro. Non edifici-icone, ma spazi pensati per stare bene: attraverso la luce naturale, la qualità dell’aria, l’uso di materiali salubri, la gestione acustica, l’integrazione del verde. Questi elementi si traducono in esperienze sensoriali che influenzano positivamente lo stato emotivo e fisico degli utenti, specialmente in contesti sanitari, educativi e residenziali. Il suo approccio unisce rigore tecnico a una lettura profonda dello spazio, coniugando innovazione tecnologica, sostenibilità e sensibilità sociale e storica, che si traducono in un pragmatico “buon senso costruttivo”.
I suoi edifici – ospedali, campus, abitazioni – non sono “monumenti”, ma ecosistemi concepiti per favorire il benessere psicofisico, percettivo e relazionale, in grado di dialogare con il contesto e rigenerare le relazioni.
Con un approccio multidisciplinare – che intreccia costantemente ricerca, didattica e pratica progettuale – e numerosi riconoscimenti internazionali all’attivo, lo studio Filippo Taidelli ripercorre oggi questo percorso ventennale con una monografia “Filippo Taidelli. Architetture scelte 2012-2024”.

Parte della collana “Progressive. Sezioni sull’architettura italiana”, edita da Forma Edizioni, il volume illustra dieci progetti particolarmente virtuosi attraverso immagini e testi critici. Non solo una raccolta di progetti, ma una riflessione sul ruolo che l’architettura può (e deve) giocare nel costruire futuri più sani, più equi, più umani e che, al contempo, offre un bilancio e una dichiarazione d’intenti sul futuro del costruire.

“Progettare è tessere una trama invisibile che garantisca all’utente la possibilità di fruire gli spazi in libertà, ordinandoli e facendoli propri. Spazi sempre aperti a riconfigurazioni che superino l’obsolescenza delle mode e delle tecnologie” afferma Filippo Taidelli. “Abbiamo forse perso un po’ di vista quello che è l’obiettivo centrale del nostro lavoro, ovvero quello di mettere l’uomo al centro degli spazi in cui vive, un concetto tanto antichissimo quanto attualissimo”, aggiunge Taidelli.

Oltre ad essere un atlante progettuale, il libro rappresenta un manuale pratico, che interroga il ruolo dell’architetto nella società contemporanea e rilancia un approccio integrato al costruire dove il bello coincide con l’utile e l’utile con il prendersi cura. In particolare, il volume si fa interprete di una concezione progettuale che mette al centro il concetto di “Healthy building” e di umanizzazione degli spazi: una filosofia che supera il concetto di green building e delle performance energetiche in edifici dalle proprietà terapeutiche, salubri per i suoi utenti e sostenibili sul piano economico e sociale. Un esempio emblematico è rappresentato dagli ospedali, pensati per portare l’esterno dentro: tutti gli stimoli derivanti dalla vita all’aperto vengono integrati negli ambienti di degenza, con l’obiettivo di riattivare la memoria sensoriale dei pazienti e accelerare il processo di cura.

Una progettazione che conferisce qualità inedite a questi ambienti, spesso penalizzati da vincoli strutturali, tecnico-funzionali o normativi mettendo l’uomo al centro, principio fondativo di tutti i progetti di Taidelli.

“L’umanizzazione dell’architettura non può prescindere da un alto livello di innovazione tecnologica e questa direzione è sempre più cruciale in ambiti come sanità, educazione, residenziali, che richiedono risposte progettuali capaci di affrontare la complessità con soluzioni semplici, quasi impercettibili, per l’appunto essenziali”, aggiunge Taidelli. “I miei edifici sono luoghi che mediano tra tecnologia e natura, memoria e funzione, corpo e spazio. Non basta che siano efficienti: devono anche essere capaci di curare, accogliere, ispirare”, conclude Taidelli

LA MONOGRAFIA | TRA STORIE DI PROGETTI E IDEE PER IL FUTURO

Curato da Maurizio Carones, il volume è pubblicato all’interno della collana Progressive. Sezioni sull’architettura italiana di Forma Edizioni.

L’approccio di Taidelli è “concreto e visionario, innovativo e ispirato alla tradizione”, osserva Alessandro Benetti (Politecnico di Milano) nell’introduzione a “Filippo Taidelli. Architetture Scelte 2012-2024”. Nelle sue opere, l’adesione a un ‘buon senso costruttivo’, nutrito da una solida formazione in ambito tecnologico e particolarmente attento agli aspetti ambientali”, si combina con la ricerca di “un ‘bello terapeutico’, qualità fondamentale di un’architettura empatica, al tempo stesso sensibile al suo contesto e finalizzata al benessere psicofisico dei suoi abitanti”. A questa coppia di elementi-cardine si aggiunge la sensibilità per i contesti e le realtà locali in cui l’architettura si colloca, con particolare riferimento alla città di Milano e al suo territorio.

Il volume, che racconta un architetto a 360 gradi, in equilibrio virtuoso tra professione, ricerca e insegnamento, passa in rassegna dieci tra i progetti più significativi dello studio negli ultimi anni, componendo una “sezione” ragionata all’interno di una produzione molto più vasta. Li analizza attraverso l’introduzione e i testi descrittivi di Alessandro Benetti e ne racconta i concept, le atmosfere e i dettagli attraverso fotografie, disegni tecnici e diagrammi. Da questa panoramica, di grande ricchezza e qualità, emerge un baricentro consistente di spazi per la cura, un tema e una tipologia di cui Taidelli è uno dei più importanti interpreti italiani contemporanei. Soprattutto, si delinea il profilo di un architetto del nostro tempo, impegnato con costanza nel perfezionamento di soluzioni sostenibili e futuribili, che trovano la loro sintesi nel concetto innovativo di “healthy building”.

Ogni capitolo progettuale catalizza, come una calamita, gli strumenti del mestiere e i segni distintivi dell’architettura di Taidelli, che spazia dall’uso misurato delle strategie ambientali, al rapporto con il contesto, costruito e naturale, come generatore di rapporti sociali. Sono caratteristiche che si ritrovano trasversalmente nei dieci progetti selezionati per il volume, vari per dimensione, programma, contesto e committenza.

Come si evince dal libro, l’attività di Filippo Taidelli, infatti, si è svolta a tutte le scale, dal progetto di architettura al masterplan, dagli interni all’installazione, dagli spazi per la cura alla progettazione di uffici e di residenze private, fino a edifici di nuova costruzione e di retrofitting, modelli virtuosi di riqualificazione di edifici esistenti reinterpretando gli elementi e i materiali classici in chiave contemporanea. Il retrofit diventa così un’opportunità di recuperare il patrimonio immobiliare esistente inutilizzato trasformandolo in opportunità creative ed energetiche per il futuro senza consumo di nuovo suolo.
Concetti come sostenibilità, adattabilità, bellezza terapeutica e cura sono al centro di ogni progetto. Non solo edifici a basso impatto ambientale, dunque, ma spazi che migliorano attivamente la qualità della vita delle persone che li abitano. Nel pensiero di Filippo Taidelli, l’architettura non è solo costruzione, ma responsabilità.
Un approccio che integra qualità dell’aria, comfort acustico e illuminazione naturale, a scelte materiche che evitano emissioni nocive, integrazione tra verde, luce e percorsi sensoriali, modularità, reversibilità e accessibilità.

“Il libro è un’operazione di analisi di quello che è successo in questi ultimi vent’anni ed è un utilissimo strumento per tenere la rotta verso i progetti futuri”, afferma Taidelli.

LE ARCHITETTURE PIÙ SIGNIFICATIVE DEL VOLUME

Roberto Rocca Innovation Building – sede del corso di laurea in Medicina e Ingegneria Biomedica nato dalla collaborazione tra Humanitas University e il Politecnico di Milano a Pieve Emanuele (2023)
Un’architettura flessibile per una conoscenza in continua evoluzione: un edificio dedicato alla didattica e alla ricerca nel campo della medicina personalizzata, concepito per essere riconfigurabile e capace di adattarsi nel tempo. Gli spazi comuni diventano luoghi di incontro e di scambio informale, trasformando l’edificio in un “organismo vivo”, in ascolto delle trasformazioni future. Al centro, il vuoto scolpito da Taidelli si anima: una navata di portali in legno che ospita la vita quotidiana di studenti e ricercatori, pensata per garantire la massima flessibilità e accogliere anche attività didattiche ancora da immaginare. In questo modo, la struttura fisica evita il rischio di rapida obsolescenza rispetto all’evoluzione veloce delle tecnologie che animano l’AI center e il laboratorio di stampa 3D, cuore pulsante dell’edificio, concepito come un vero e proprio deposito di risorse rinnovabili.

PREMI:
– Wood Architecture Prize 2024 by Klimahouse
– Design & Health Academy Awards – Salutogenic Design Project (2024)
– The Plan Award 2023 – Categoria: Education, Future

Emergency Hospital 19 – ospedale modulare – Rozzano (2020)
Un ospedale prefabbricato realizzato in tempi record durante l’emergenza Covid-19, ma lontano dall’idea di fredda provvisorietà e segno di un’Italia desiderosa di ripartire. Il progetto propone un nuovo paradigma per le strutture sanitarie d’urgenza: luce naturale, verde terapeutico, percorsi distinti per pazienti e personale medico, per offrire un’esperienza meno traumatica e più umana. La facciata non è solo un elemento di mitigazione ambientale, ma diventa un segno architettonico fortemente identitario verso la città, mentre il patio interno accoglie un nuovo healing garden: un giardino terapeutico, ricco di vegetazione e colori, pensato per risvegliare i sensi dei degenti e alleviare lo stress da burn out degli operatori sanitari.

Zenale – Edificio residenziale – Milano (2012)
Un intervento di retrofit esemplare nel cuore della città riscrive il rapporto tra architettura residenziale e patrimonio culturale. Il contemporaneo si innesta nella memoria storica con rispetto, con un uso sapiente dei materiali, del colore e della luce. Taidelli ha lavorato su un edificio primonovecentesco nel cuore della Milano ovest nobiliare e alto borghese. Ne ridefinisce il programma mantenendo gli alloggi ai piani superiori e organizzando atelier e negozi al piano terra. L’intervento sull’involucro edilizio, la cui facciata interna al lotto dialoga con i giardini e con la fabbrica quattrocentesca della Casa degli Atellani, si accompagna a un aggiornamento delle caratteristiche tecnico-impiantistiche: l’edificio è stato dotato, ad esempio, di una pompa di calore geotermica e di pavimenti radianti, soluzioni che garantiscono il massimo comfort abitativo riducendo al minimo il consumo energetico.

PREMI:
– “Premio Nazionale di Bio Architettura” (2012)
– “Architetture sostenibili: innovazione, tecnica e qualità formale” Ordine Architetti PPC Monza (2014)
– “Premio rassegna lombarda di Architettura Under40” (2011)
– “20+10+X World Architecture Awards” 7th Cycle (2010)