Le novità , però, non riguardano li spirito e la formula del festival. “L’evoluzione – ha aggiunto il direttore – però non è una rivoluzione, cioè l’evoluzione è un cambiamento lento e diciamo di crescita. Play rimane legato ai suoi contenuti, quindi al suo format, al concetto di tavoli da gioco, di possibilità -opportunità di gioco, di entra-scegli-gioca, a quelli che sono anche gli argomenti strutturali del festival, quindi il gioco da tavolo, il gioco di ruolo, il gioco di miniature. Ecco chiaramente, evolvendo abbiamo potuto dare anche spazio e respiro ad esempio ai giochi di carte collezionabili che sono molto vicini alle altre attività di gioco analogico e che negli anni passati non erano riusciti a trovare un giusto spazio all’interno del nostro festival. Abbiamo anche una piccola mostra dedicata ai digital games”.
La fiera resta comunque dedicata al gioco analogico, e con i nuovi spazi le possibilità di interazione e scambio sono ancora di più. “La cosa che vorrei che succedesse e che è successa diciamo in tutte le edizioni di Play – ha concluso Andrea Ligabue – è vedere la gente che ha partecipato sia come attori principali, quindi espositori, associazioni e volontari, che come pubblico uscire con un sorriso, con una voglia di giocare e mi auguro anch’io con tante idee ludiche nuove. Cioè quindi o una vera propria scatola di gioco nuovo da provare a casa insieme a amici e familiari o comunque uno stimolo a esplorare e conoscere il mondo del gioco da tavole di ruolo”.
L’appuntamento con Play è fissato per il 4-5-6 aprile a Bolognafiere.