Roma, 26 giu. (askanews) – Hanno fatto scalpore alla fine di maggio le 600 opere d’arte trafugate finalmente tornate in Italia dagli Stati Uniti. Ma adesso tocca ai restauratori mettere mano al patrimonio ritrovato: opere di antiquariato, beni archivistici, numismatici e soprattutto archeologici del periodo che va dal IX secolo a.C. al II secolo d.C., oggetto di scavi clandestini nel centro-sud d’Italia e furti a danno di chiese, musei come i volumi sottratti alla biblioteca dei Girolamini di Napoli, o case private come per alcuni quadri.
Per molti pezzi quindi bisogna addirittura smontare i danni, come fa la restauratrice Francesca Angelo su questa statua: “Sembra piuttosto ridipinta con vernici non idonee. L’obbiettivo è comprendere i materiali costitutivi, poi effettueremo delle operazioni di pulitura anche nel quadro di un cantiere pedagogico con le nostre studentesse e questo ci permetterĂ di capire meglio la pertinenza dei vari pezzi e l’autenticitĂ di alcuni di essi”.
I beni sono stati riportati in Italia grazie alle indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con diverse Procure della Repubblica nazionali, coadiuvate dal District Attorney’s Office di New York e dalle indagini del Dipartimento di Homeland Security degli Stati Uniti.