Roma, 23 mar. (askanews) – “Essere incinta e/o madre di bambini piccoli non può essere il passepartout per le borseggiatrici abituali e professionali per evitare il carcere e continuare a delinquere”. Ne sono certi i parlamentari della Lega Jacopo Morrone e Ingrid Bisa, ambedue componenti della commissione Giustizia alla Camera, che allo scopo di evitare quello che definiscono un “nonsenso normativo” hanno presentato una proposta di legge di modifica all’articolo 146 del Codice penale in materia di rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena.
“L’articolo in questione – commentano i parlamentari – prevede il differimento della pena per le donne incinta, per le madri con un figlio inferiore a un anno di età , per chi è affetto da Aids o da altra malattia grave. Un principio teoricamente condivisibile ma che si scontra nei fatti con una realtà ben diversa, di grave nocumento sociale e rilevante sul piano della sicurezza. E’ ormai consueta, infatti, la presenza di borseggiatrici professionali che si muovono indisturbate nelle stazioni ferroviarie, nelle metropolitane e sulle linee del trasporto pubblico sottraendo ai passeggeri presi di mira beni personali, portafogli, denaro e documenti. Pur note alle forze dell’ordine e spesso colte in flagranza di reato, queste ladre di professione si ritrovano subito libere perché in stato di gravidanza o perché madri di bambini piccoli, pronte a riprendere la propria attività . E’ evidente che questo fenomeno sta creando sempre più allarme sociale e timori, come confermato anche da diverse inchieste giornalistiche. Di qui la necessità di impedire che la gravidanza diventi la facile via d’uscita per compiere reati senza essere sanzionate penalmente”.
La proposta di legge della Lega contro le “borseggiatrici incinte”
Mai più impunite anche se madri







